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Giovedì 09/04/2026
a cura di AteneoWeb S.r.l.
L’Agenzia chiarisce quando il disallineamento temporale non preclude l’accesso al concordato preventivo biennale, ma può incidere sulla sua continuità.
Con Risposta n. 100 del 2 aprile l'Agenzia delle Entrate torna a fornire importanti chiarimenti in materia di concordato preventivo biennale (CPB) per gli studi associati, con particolare riferimento alle ipotesi di modifica della compagine e di disallineamento dei periodi di adesione tra studio e soci.
L'Agenzia afferma che il mero disallineamento dei bienni di adesione al CPB tra lo Studio associato e i singoli soci non costituisce causa di esclusione dal regime, a condizione che tutti i soggetti coinvolti risultino aderenti al concordato.
Resta fermo, tuttavia, che l'eventuale mancata adesione o mancato rinnovo, per il successivo biennio (2026-2027), da parte anche di uno solo dei soci, rileva ai fini della continuità del regime. Nel caso esaminato, infatti, il mancato rinnovo per il biennio 2026-2027 da parte del socio di minoranza comporterebbe la cessazione dal CPB per lo studio a partire dal 2026.